VRKSHASANA, la posizione dell’albero

Castagno dei Cento Cavalli


Il simbolo

  L’albero è un simbolo presente in tutte le culture. Le società matrilineari lo associavano alla fertilità, alla vita che si rinnova, nel suo ciclico espandersi e ritirarsi, seguendo il ritmo stagionale: dal ritirare tutte le energie all’interno, dall’autunno all’inverno, al riemergere in primavera per poi espandere al massimo il ciclo vitale durante l’estate, producendo le foglie, i fiori, i frutti, che contengono i semi, potenzialità vitale della pianta stessa.

  L’albero, con le sue radici prende l’energia dalla profondità della terra, la fa salire verso l’alto attraverso il tronco, che la fa scorrere e la distribuisce in ogni parte della pianta.

Le sue foglie trasformano l’energia del sole in clorofilla, corrispettivo del sangue nell’essere umano; tutto il fogliame respira, fornendo l’ossigeno all’ambiente e trattenendo per sé l’anidride carbonica.

  L’albero collega la terra con il cielo.

  Esiste un’analogia tra l’albero e la colonna vertebrale e quindi con Sushumna (chiamata anche Sarasvati), il canale energetico principale del nostro corpo, situato proprio in corrispondenza della spina dorsale.

  Sushumna dà supporto ai 6 principali centri di energia, i chakra (il settimo è situato fuori dal corpo fisico), il cui equilibrio permette il buon funzionamento dell’organismo dell’essere umano in tutti i suoi aspetti, fisico, emozionale, intellettivo e spirituale.

La tecnica

Radicamento al suolo

  • In piedi, spostare il peso del corpo dalla parte anteriore dei piedi al tallone e viceversa, in un movimento guidato dal respiro. 
  • Oscillare poi da un piede all’altro sempre seguendo il respiro.

Forma semplice 

  • Spostare il peso del corpo sul piede destro, avendo cura di scaricare il peso del corpo tra la punta ed il tallone.
  • Portare la pianta del piede sinistro in contatto con il malleolo destro. Le dita del piede sinistro sfiorano il pavimento, senza reggere il peso del corpo. 
  • La gamba sinistra è piegata al ginocchio, che è in apertura. La gamba destra è invece ben diritta, proprio come il tronco di un albero.
  • Giungere le mani al centro del petto, palma contro palma, esercitando una pressione in modo che i gomiti siano sulla stessa linea.
  • Restare, respirando profondamente, fino a che la posizione non stanca, poi lasciarla lentamente e ripeterla sull’altro lato.

Forma intermedia

  • Dalla forma precedente, far salire il piede sinistro fino che la pianta “abbraccia” il ginocchio destro. Il ginocchio sinistro è sempre in apertura. Restare in equilibrio sul piede e sulla gamba destra.
  • Le braccia, dalla posizione con le mani giunte al petto, si aprono sulla linea delle spalle, poi si flettono fino a che i gomiti aderiscono al torace. I polsi si flettono, permettendo alle palme delle mani di stendersi e appiattirsi.
  • Mantenere la posizione fino a che non stanca, respirando profondamente, poi lasciarla e ripetere sull’altro lato.

Forma completa

  • In equilibrio sulla gamba destra, portare le pianta del piede sinistro a livello dell’inguine. In alternativa, assumere la forma del mezzo loto. Il ginocchio sinistro è in apertura.
  • Portare le braccia in alto, oltre il capo ed unire le palme delle mani. Piegare leggermente i gomiti, spingendoli un poco verso l’esterno.
  • Restare in posizione fino a che non stanca, poi lasciare dolcemente e ripetere sull’altro lato.

Se risulta difficile l’equilibrio, si può mantenere un piede in lieve appoggio al suolo, come nella forma semplice e modificare solo la posizione delle braccia.

Per chi è utile

  • La posizione dell’albero è indicata per tutte quelle persone che non hanno solide radici psichiche ed energetiche.
  • Permette di radicarsi ed entrare in contatto con le energie della terra.
  • Aiuta l’equilibrio e la stabilità.
  • Eseguendo tutte e tre le forme, dalla più semplice a quella completa, si favorisce la respirazione yogica completa: nella forma semplice, la respirazione diaframmata, in quella intermedia la respirazione toracica e nella forma completa quella sottoclavicolare.
  • Tutti coloro che appartengono alla costituzione VATA e PITTA troveranno giovamento nel sentire il contatto con la terra e le proprie radici.
  • Chi è KAPHA potrà incontrare la leggerezza e la fluidità del cielo, portando l’attenzione sulle diverse posture delle braccia e sulle varie fasi della respirazione logica completa.
  • La posizione dell’albero, come tutte le posizioni di equilibrio, ha un profondo effetto sul sistema nervoso.

Cautele nell’esecuzione dell’asana

  • La posizione non va eseguita in caso di infiammazioni acute alle ginocchia e alle anche.
  • In presenza di lombaggine o sciatalgia, eseguire solo la forma semplice, eventualmente appoggiando la schiena ad una parete,  modificando solo la posizione delle braccia.
  • Ugualmente, se si hanno vertigini o rischio di perdere l’equilibrio (anche a causa di patologie importanti), eseguire la forma semplice in appoggio ad una parete, modificando solo la posizione delle braccia.

Non solo yoga

Floriterapia

Nella Floriterapia di Bach, molte essenze si ricavano dai fiori degli alberi. Vediamone alcune.

  • Elm, l’Olmo. Ci aiuta quando siamo talmente sovraccarichi da rischiare lo straripamento.
  • Olive, l’Olivo. Potentissimo rigeneratore nelle situazioni di stanchezza estrema, in cui si sta perdendo la propria energia vitale.
  • Walnut, il Noce. Sostiene in tutti i cambiamenti, favorendo l’adattamento ai nuovi equilibri ed è un potente protettore astrale.
  • Sweet Chestnut, il Castagno. E’ l’essenza che dei momenti estremi, delle grandi disperazioni, del buio dove non si intravvede la luce. Permette la rinascita dopo la “morte simbolica”.

Fitoterapia (informazioni ricavate da “Le 100 erbe della salute” di Fabio Firenzuoli, Tecniche Nuove)

Di seguito, alcuni alberi molto noti, da cui si ricavano sostanze benefiche per la salute

  • Salice: dalla corteccia del salice si ricava la salicina, precursore dell’acido salicilico, che ha effetti antinfiammatori e antipiretici.
  • Ippocastano: le castagne d’India contengono delle sostanze, come l’escina e l’esculina, che migliorano la circolazione venosa, la resistenza dei capillari e favoriscono il drenaggio linfatico.
  • Tiglio: i fiori del tiglio contengono sostanze sia come mucolitico ed espettorante che come blando sedativo del sistema nervoso centrale.
  • Eucalipto: le foglie dell’eucalipto sono ricche in sostanze -tra cui un olio essenziale, l’eucalipto- balsamiche e sedative della tosse.
  • Frassino: le foglie del frassino contengono sostanze blandamente diuretiche, antinfiammatorie e antireumatiche.

Curiosità

  • Molte sono le leggende che riguardano gli alberi e anticamente ai loro piedi si svolgevano riti propiziatori e raduni magici.
  • L’energia degli alberi è in effetti considerata anche ai nostri giorni potente e rigenerante, proprio per essere collegamento tra le energie terrestri e quelle del cielo. Abbracciare gli alberi è considerato da molti un gesto di potente ricarica energetica.

N.B. Tutte le informazioni terapeutiche contenute nell’articolo hanno semplice scopo conoscitivo e non si sostituiscono all’intervento medico

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